Il bando Giovani Attività Professionali 2026 della Regione Lazio prevede un contributo a fondo perduto pari al 70% delle spese ammissibili, con un massimo di 20.000 euro per il singolo professionista e di 40.000 euro per le forme associate giovanili. La dotazione annunciata è di 3 milioni di euro. L’obiettivo è sostenere l’avvio, l’ampliamento e l’ammodernamento delle attività professionali, anche attraverso strumenti digitali.
Chi può accedere al contributo
La scheda di presentazione individua i giovani professionisti che, alla data della domanda, non hanno ancora compiuto 40 anni, esercitano nel Lazio e hanno un reddito relativo al 2025 non superiore a 66.300 euro. È richiesta l’iscrizione a uno dei 18 Ordini, Collegi o Albi indicati:
- Agronomi, architetti, attuari, avvocati, biologi e chimici.
- Commercialisti ed esperti contabili, consulenti del lavoro e consulenti in proprietà industriale.
- Fisici, geologi, geometri, ingegneri e notai.
- Periti agrari, periti industriali, spedizionieri doganali e tecnologi alimentari.
Le spese possono essere sostenute direttamente come lavoratore autonomo oppure tramite un’associazione professionale o una società tra professionisti in cui i giovani risultino maggioritari. Per il massimale di 40.000 euro sono richiesti almeno due giovani professionisti tra associati o soci. La sola apertura di una partita IVA, senza l’iscrizione professionale prevista, non basta per questa misura.
Quanto finanzia e quale budget prevedere
| Voce | Condizione annunciata |
|---|---|
| Agevolazione | Fondo perduto al 70%, in regime de minimis |
| Professionista autonomo | Contributo massimo di 20.000 euro |
| Associazione o società professionale giovanile | Contributo massimo di 40.000 euro |
| Dimensione minima del progetto | 8.000 euro di costi ammissibili da rendicontare |
| Termine del progetto | Conclusione e rendicontazione entro 9 mesi dalla concessione |
Il 70% si applica alle spese ammissibili complessive, comprese quelle forfettarie previste. Per esempio, su 20.000 euro di spese complessive ammesse il contributo teorico è di 14.000 euro. Restano a carico del beneficiario la quota non coperta e gli eventuali costi esclusi. Questo esempio serve a leggere l’intensità dell’aiuto: non sostituisce la costruzione del piano di spesa secondo l’avviso.
Quali spese sono ammissibili
La scheda distingue quattro gruppi di costi, con limiti che vanno rispettati nella composizione del budget:
- Investimenti materiali e immateriali, inclusi i canoni per adottare nuove soluzioni digitali erogate come SaaS, IaaS o PaaS.
- Adeguamento strutturale e arredi dei locali della sede operativa, entro il 30% delle spese per gli investimenti del primo gruppo.
- Servizi qualificati e strategici una tantum, come formazione, promozione, certificazioni e adozione di soluzioni digitali, commerciali, tecnologiche, legali o finanziarie: entro il 20% degli investimenti del primo gruppo.
- Costi del personale, generali, amministrativi e indiretti, calcolati forfettariamente al 20% del totale delle spese da rendicontare dei tre gruppi precedenti.
La distinzione è rilevante per uno studio che vuole digitalizzarsi: acquistare strumenti, adattare gli spazi e affiancare un servizio specialistico sono voci diverse, con basi di calcolo e tetti diversi. Prima di impegnare spese, verifica nell’avviso da quando sono ammissibili e quali documenti serviranno.
Come presentare la domanda e come viene valutata
La domanda passa da GeCoWEB Plus. La selezione segue l’ordine cronologico di presentazione, ma comprende una verifica formale e una valutazione del progetto. Essere tra i primi a inviare non equivale ad avere il contributo assegnato.
La valutazione considera la sostenibilità tecnica, economica e finanziaria, la coerenza degli obiettivi con la struttura del proponente e l’uso di soluzioni tecnologiche adeguate agli standard di mercato. I progetti ammissibili, coerenti e adeguati vengono finanziati entro la disponibilità delle risorse.
Quando viene erogato il contributo
La scheda prevede un’unica erogazione dopo la rendicontazione delle spese sostenute. Occorre quindi pianificare la liquidità necessaria a realizzare il progetto prima di ricevere il contributo. Il fondo perduto riduce il costo finale dell’investimento, ma non elimina il fabbisogno iniziale di cassa.
Cosa preparare prima dell’apertura
- Verifica età, iscrizione professionale, reddito 2025 e sede dell’attività.
- Se presenti in forma associata, ricostruisci quote e composizione di soci o associati.
- Definisci un progetto con obiettivi misurabili, preventivi e calendario compatibile con i 9 mesi.
- Separa gli investimenti dalle voci soggette a limiti percentuali.
- Predisponi un piano di cassa per anticipare le spese e verifica i requisiti de minimis applicabili.
Domande frequenti
Il bando è già aperto il 30 settembre 2026?
No. La preparazione sulla piattaforma è prevista dal 20 ottobre e l’invio dal 3 novembre 2026. Sono due momenti distinti.
Un singolo professionista può ottenere 40.000 euro?
No: il suo massimale è 20.000 euro. Il tetto superiore riguarda associazioni professionali e società tra professionisti giovanili con i requisiti previsti.
Il contributo deve essere restituito?
È a fondo perduto, purché siano rispettate le condizioni di concessione, realizzazione e rendicontazione. Non va confuso con i prestiti delle altre due misure giovani.
Quale bando Lazio scegliere?
Le tre misure rispondono a fasi diverse dell’attività. Confronta requisiti, disponibilità di cassa e tempi del tuo investimento:
- Giovani Attività Professionali 2026: fondo perduto per professionisti iscritti a Ordini, Collegi o Albi.
- Nuovo Fondo Futuro – Giovani Imprenditori: microcredito per avviare o sviluppare una microimpresa giovane.
- Nuovo Fondo Piccolo Credito – Giovani Imprenditori: prestiti per PMI già operative e con storia finanziaria.
Per impostare il progetto puoi approfondire il nostro servizio Capitali e bandi oppure parlare con The Value Foundry di requisiti, budget e sostenibilità finanziaria.